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Volkswagen Maggiolone

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Nome: Maggiolone
Produttore: Volkswagen
Produzione: dal 1938
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    • Anno di Immatricolazione: 1975
    • Carrozzeria: cabriolet
    • Posti a sedere: 4
    • Numero porte: 2

    • Cilindrata cm3: 1285

    • Numeri cilindri: 4

    • Velocità max: 115 km/h

    • Accelerazione 0-100 km/h: n.d.

    • Potenza kw: n.d.

    • Trazione: posteriore

    • Cambio: manuale 4 rapporti
    • Alimentazione: benzina

    • Capacità Serbatoio: 30 Litri

    • Omologazione antinquinamento: euro 0

    • Altezza: 1,50 m
    • Lunghezza: 4,08 m
    • Larghezza: 1,55 m

    • Bagaglio (min/max): n.d.

    • Massa a pieno carico: 1290 kg

    • Copia (Nm): n.d.

    La storia del Maggiolino e del marchio Volkswagen, ebbe inizio nel 1934 quando Adolf Hitler annunciò tra i suoi progetti anche quello di mettere in produzione un auto economica alla portata di tutti. Il progetto scelto fu quello di Ferdinand Porsche che dovette soddisfare delle rigide direttive: consumare pochissimo e costare pochissimo. In realtà, Porsche aveva in mente questo progetto già dal 1929, quando lo aveva proposto alla Mercedes che rifiutò e alla Zundapp la quale invece finanziò il progetto, ma senza andare mai in produzione. Per questo dopo vari prototipi e svariati insuccessi Hitler nel 1936 fece allestire i primi tre modelli basati sia nella tecnica che nel design alla Tantra V570, disegnata da Hans Ledwinka. Inutile dire che al giorno d’oggi questo metodo di lavoro è sanzionato duramente e in termini sportivi sarebbe da accomunare a una condotta antisportiva. Ma all’epoca erano altri tempi e il regime era molto potente, prova ne è che i discendenti della Tantra ottennero giustizia (e diversi milioni di risarcimento) solo negli anni 60.

    Ma il progetto della macchina del popolo aveva qualche ostacolo sulla strada. Fu un astuto stratagemma a consentire l’avviamento della Volkswagen. Per far fronte agli elevati investimenti si decise di coinvolgere i lavoratori tedeschi con la promessa di avere un’auto tutta per loro, i quali “acconsentirono” a un prelievo coatto sullo stipendio. Fece il suo debutto al salone di Berlino nel 1939

    Forte di una meccanica semplice ed affidabile ha resistito quasi vent’anni prima che i tecnici della Volkswagen decidessero di fare qualche cambiamento, così nel 1958 si rivolsero a Battista Farina (detto Pinin) fondatore della carrozzeria Pininfarina che affidò il compito al figlio Sergio che suggerì solamente un ampliamento del lunotto posteriore, affermando che il Maggiolino andava bene cosi com’era.

    Negli anni successivi il Maggiolino ha comunque subìto qualche piccolo ritocchino estetico per rimanere al passo con le normative di sicurezza e l’evoluzione dello stile.

    Il Maggiolino oltre ad avere ancora oggi un nutrito pubblico di appassionati è stato anche utilizzato in numerosi film: il più famoso è “Herbie, il maggiolino tutto matto” ed era la macchina di Dylan Dog protagonista dell omonimo fumetto di Tiziano Sclavi. E’ stato utilizzato anche in numerosissime competizioni sportive e ha spinto Ferdinand Porsche a costruire la prima Porsche proprio partendo dalla meccanica del Maggiolino, la 356 infatti montava il motore 1100 e lo stesso telaio modificato. Persino il Dune Buggy non era altro che un maggiolino “da spiaggia”.

    Nel 1964, a riprova della sua versatilità e grazie al suo pianale piatto il meccanico bolognese Alfonso Turtura assieme a Bent Axel Schlesinger allora responsabile assistenza WV, hanno attraversato lo Stretto di Messina con un Maggiolino in poco più di mezz’ora. Contrariamente a quello che si pensa il soprannome le venne assegnato da una nota rivista solo nel 1967, ma era talmente azzeccato che solo cosi la si può ricordare, prodotta in Europa fino al 1980 viene ancora oggi prodotta in Brasile.